Un'opera d'arte è per noi un'azione tesa a stimolare consapevolezza, discorso pubblico, presa di posizione civica!

Dall'esperienza di CabiNet e dal lavoro Costa Sud dell'artista Irene Coppola, che abbiamo invitato a collaborare con noi, è nato un percorso in condivisione e un'alleanza con associazioni, cittadini e comitati per riportare all'attenzione lo stato del Teatro del Sole, uno dei luoghi della nostra nostra costa che riteniamo un'emblema delle potenzialità soffocate che questo territorio possiede.

Il 27 marzo 2018 abbiamo organizzato un incontro in collaborazione con Il Comitato per la riapertura del Teatro del Sole, l'ex-mammellone ad Acqua dei Corsari, discutendo sulle condizioni attuali e sulle possibilità future.

È importante ricordare che il Teatro viene costruito insieme al parco circostante dedicato a Libero Grassi, come azione di bonifica di uno dei “mammelloni” della costa. Subito dopo l'inaugurazione viene chiuso a causa di una diatriba irrisolta sulla sicurezza ambientale.

Numerosi progetti, associazioni, scuole e cittadini attivi si sono spesi perchè questo Teatro potesse diventare spazio comune, adempiendo alla missione di rigenerazione urbana di un tratto di Costa (detta sud o di levante) profondamente colpita dalla speculazione edilizia mafiosa.

Ci siamo riuniti per aggiornarci e dibattere, invitando anche le istituzioni locali ad accogliere le nostre istanze per continuare a dire a gran voce che vogliamo che questo spazio venga restituito alla collettività!

Sono intervenuti:

Irene Coppola, artista; Architetto Sergio Sanna, Ground Action Palermo; Comitato per la riapertura del Teatro del Sole: Lorenzo Catalano, Antony Passalacqua, Silvano Riggio; Corsari Assetati, team Asoc, IV A dell'Istituto tecnico professionale ambientale Ascione.

Ha moderato il dibattito Mario Pintagro, alla presenza dell' assessore all'ambiente Sergio Marino

Inoltre hanno aderito e parteciperato al dibattito:

Casa della Cooperazione; Fiab Coordinamento Palermo Ciclabile; Associazione Parco Castello e Parco di Maredolce; UpPalermo; VediPalermo; Architetto Roberto Collovà; Eterotopia Laboratorio Navigante; Istituto di Formazione Politica e studi Sociali Pedro Arrupe

Il Mar di Storie è un progetto artistico di Lina Hissa in collaborazione con l'Ecomuseo. Realizzato nell'ambito di Storie Vere di Palermo, organizzato dall’associazione Histoires vraies de Méditerranée in collaborazione con l’Institut français Italia e di Parigi.

Si tratta di un archivio vivente, che si concentra sullo scambio e sulla condivisione di storie personali riguardo le relazioni umane con il mare. Nei diversi incontri che si sono svolti al museo e alla residenza sanitaria assistita Karol di Villabate, l'artista e gli operatori del museo hanno condiviso con un gruppo di partecipanti l'esperienza di diventare co-autori di una narrazione colletiva, in cui ognuno ha il compito di prendersi cura, conservare e tramandare la storia che un altro gli dona.

Ecco qui una piccola storia da conservare sotto sale:

Salvo – Un ricordo in barattolo

Sono un pescatore e fino a qualche anno fa lavoravo in fabbrica, mettendo il tonno in barattoli.

Se dovessi scegliere un ricordo da conservare per sempre in un barattolo, forse preserverei il ricordo del modo in cui arrivò per la prima volta la televisione a casa nostra.

Eravamo poveri e mia sorella ed io di solito andavamo a vedere la televisione dalla finestra o nella casa dei vicini. A volte chiedevamo loro di cambiare canale per vedere quello che ci piaceva.

Un giorno, nel 1977, mio padre uscì per andare a pesca, e anche i miei zii erano in mare a pescare. Avevano un tipo di rete fatta appositamente per pescare i tonni. Quando tornarono, prima che mio padre rincasasse, mi dissero: «Tuo padre e la sua barca sono ricoperti di pesce!». Sapevo che mio padre pescava, ma non avrei mai immaginato che avesse presso tutto quel pesce. La sua barca era piena di quasi 5000 piccoli tonni. Mai visto così tanto pesce in vita mia!

Non so quanto sia stato il guadagno, ma quando mio padre tornò a casa dopo avere venduto il pesce, aveva fra le braccia un televisore. Le mie sorelle ed io ci guardammo con gioia, non credevamo ai nostri occhi: «Veramente abbiamo una televisione?!» La prima trasmissione che vidi fu il Festival di Sanremo, in bianco e nero.

Ho perso mio padre quattro mesi fa.

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